PIANO CASA LIGURIA – L.R. 49-09

L.R. 49/2009 – Piano Casa Liguria

E’ scattato il piano casa. Rimangono esclusi i fabbricati artigianali e commerciali, sono state introdotte le fasce, le cubature ridotte ed parchi decideranno per il loro territorio. La Regione ha varato le norme operative che consentono alle famiglie gli ampliamenti di edifici mono e plurifamiliari e perfino la demolizione di vecchie e fatiscenti abitazioni per ricostruirle di sana pianta.

Anche la Liguria ha finalmente dato la sua interpretazione all’azione sviluppata dal governo la scorsa primavera. Da ora, ci sono ventiquattro mesi di tempo per presentare le pratiche e beneficiare di regole che vanno oltre le previsioni degli strumenti urbanistici, come si può leggere in dettaglio nel servizio qui a fianco. Non è necessario infatti il permesso di costruzione. Il tecnico scelto dal cittadino dovrà presentare in Comune la sua proposta progettuale attraverso una dia, denuncia di inizio attività, un atto amministrativo che, nel mondo dell’edilizia, rappresenta uno degli strumenti urbanistici più snelli. Gli uffici tecnici dell’amministrazione hanno tempo venti giorni per verificarla. Entro questo termine, se non ci sono non ci sono interruzioni dovute all’integrazione della pratica, si può dare inizio ai lavori. Resta inteso che il progetto dovrà avere rispetto delle distanze tra i fabbricati e i confini delle proprietà. Bisogna aggiungere che la Regione Liguria ha previsto una legge molto restrittiva tra limitazioni degli interventi ai fabbricati residenziali e esclusioni degli edifici industriali, artigianali e commerciali. E ancora: non si potranno ampliare le abitazioni nelle aree demaniali, nelle vicinanze della costa, nelle zone sottoposte a vincolo ambientale quali i parchi. In caso di sopraelevazione o ampliamenti di fabbricati c’è bisogno di una verifica tecnica. Non può usufruire della legge chi ha avviato una pratica di condono cosiddetta di tipologia 1, cioè abusi in difformità del piano regolatore (non riguarda la sanatoria di sottotetti). La Regione, tuttavia, ha lasciato un po’ margine di manovra ai parchi e alle amministrazioni comunali. Queste ultime possono prevedere deroghe ai divieti per gli ampliamenti nei centri storici. Hanno tempo quarantacinque giorni per metterle a punto. Sono allo studio eccezioni nelle zone di centro storico, laddove sono possibili trasformazioni.

 

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